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IL Miracolo Eucaristico "Ostia Incarnata"
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“Il nostro Miracolo, a differenza di altri più fortunati, non ha avuto risonanza adeguata al suo indiscutibile valore. E’ rimasto un tesoro di poveri…” (Don Ambrogio Costantini, 1978)
IL MIRACOLO EUCARISTICO DELL'OSTIA INCARNATA
La Bolla Papale
Tutta la storia del Miracolo dell’Ostia Incarnata è impostata sulla Bolla “Fraternitatis Tuae” di Papa Gregorio IX del 1228, il documento che racconta quanto è accaduto ad Alatri tra la fine del 1227 e gli inizi del 1228.
Il Sommo Pontefice prende le mosse da una lettera con la quale il Vescovo di Alatri, Giovanni, lo informa di ciò che è accaduto e gli chiede istruzioni in merito.
Il Papa mostra di non avere dubbi sull’autenticità dell’episodio e tratta l’argomento con l’atteggiamento di un padre premuroso.
E la sua lettera diventa un Mandatum, perché trasmette un ordine: è sigillato infatti con filo di canapa, com’era uso.
La lettera tradotta:
"Gregorio vescovo, servo dei servi di Dio, al venerabile fratello vescovo di Alatri salute e apostolica benedizione.
Abbiamo ricevuto la tua lettera, fratello carissimo, che ci informava come una certa suggestionata dai cattivo consiglio di una malefica donna, dopo di aver ricevuto dalle mani del sacerdote il Corpo Sacratissimo di Cristo, lo trattenne in bocca fino a quando, colta I'occasione favorevole, lo nascose e legò in un panno, dove, dopo tre giorni, ritrovo lo stesso Corpo, che aveva ricevuto in forma di pane, trasformato in carne, come tuttora chiaramente appare a chi l’osserva.
Poiché l’una e l’altra donna tutto questo umilmente ti hanno fatto sapere, ora domandi un nostro consiglio circa la punizione da infliggere alle colpevoli.
In primo luogo dobbiamo rendere grazie, con tutte le nostre umane possibilità, a Colui che, pur facendosi presente sempre ed in ogni cosa in modo meraviglioso, tuttavia in qualche occasione ripete i miracoli e suscita nuovi prodigi, affinché, rafforzando la fede nelle verità della Chiesa cattolica, sostenendo la speranza, riaccendendo la carità, i peccatori si sentano richiamati, si convertano i perfidi e rimanga confusa la malvagità degli eretici.
Pertanto, fratello carissimo, per mezzo di questa lettera apostolica, disponiamo che tu infligga una punizione più mite alla giovane, che riteniamo abbia compiuta l'azione delittuosa più per debolezza che per malizia, specialmente perché è da credere che si sia sufficientemente pentita nel confessare il suo peccato; alla istigatrice poi, che con la sua perversità la spinse a commettere il sacrilegio, dopo averle applicate quelle misure disciplinari, che crediamo opportuno affidare al tuo criterio, imponi che, visitando i vescovi più vicini, confessi umilmente il suo reato, implorando, con devota sottomissione, il perdono."
Dato in Laterano 13 marzo, l’anno primo del nostro Pontificato.
Gregorio PP.
“Il nostro Miracolo, a differenza di altri più fortunati, non ha avuto risonanza adeguata al suo indiscutibile valore. E’ rimasto un tesoro di poveri…”
Don Ambrogio Costantini ,1978
LE INTERVISTE
Antonio D'ANTO'
Don Domenico Pompili
La rievocazione del Miracolo Eucaristico dell'Ostia Incarnata di Alatri (di Don Ambrogio Costantini - Ristampa)
Il Libro
La Copertina
"Il Miracolo di Alatri"
riportato nel Sito Web
I Miracoli nel Mondo
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