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Saturday, 23 Giugno 2018


(Gerardo Dottori "Crocifissione" - 1927)

Tra i momenti liturgici (o paraliturgici) che appartengono ormai a un sentire religioso del passato e, quindi, alla memoria di impalpabili emozioni fortemente vissute, vi sono le Sette Parole pronunziate da Gesù nelle tre ore di agonia sulla croce. Nello svolgimento dei riti del Venerdì Santo – proprio da mezzogiorno fino alle 15, l’ora nona giudaica – il momento dell’agonia assumeva connotazioni di grande partecipazione e coinvolgimento dei fedeli, prima della commovente Adorazione della Croce, che quei riti concludeva e che oggi invece esaurisce la cosiddetta liturgia dell’hora nona. La liturgia delle tre ore dell’Agonìa di nostro Signore Gesù Cristo, dunque, si colloca tradizionalmente nelle devozioni del Venerdì Santo ed è una lunga meditazione sugli interminabili momenti del sacrificio in croce del Redentore. Tale liturgia è ispirata alle sette parole pronunciate da Gesù sulla Croce e riportate nei Vangeli di Luca (23.34 e 23.46),di Giovanni (19.26 ; 19.27 ; 19.28 e 19.30) e Matteo (27.46) ed è cresciuta secondo una elaborazione poetica di origine incerta (forse sudamericana) e fiorì in modo particolare nel secondo settecento pur avendo avuto, certamente, uno sviluppo antecedente .

La riforma liturgica del concilio Vaticano II, nell’intento di snellire i tempi della ritualità in Parasceve, in realtà ha eliminato con le SetteParole proprio quanto in ambito latino, controriformista e mediterraneo poteva essere considerato il corrispettivo della Passione oratoriale nell’ambito della riforma luterana. Entrambe le strutture seguono il tracciato ternario della Liturgia della Parola (tratta dal vangelo di Giovanni e dai Sinottici), il commento dottrinario (affidato al predicatore quaresimalista, corrispondente all’aria solistica dell’oratorio tedesco e, più specificatamente, bachiano) e la preghiera comunitaria (inni devozionali o corali veri e propri).


Il nostro Coro, da anni, interpreta la Rappresentazione il giorno del Venerdì Santo nella Concattedrale di S.Paolo ad Alatri, momento che rientra oramai nella tradizione delle celebrazioni pasquali.In modo particolare è stata riscoperta e studiata l’opera scritta dal M.° Alessandro De Bonis, opera che in passato ad Alatri veniva eseguita solo parzialmente e che, invece, per alcuni anni abbiamo eseguiamo nella sua versione integrale.
Nel 2006 siamo stati invitati ad eseguirla proprio a S.Giovanni Rotondo (Fg), paese natale del M° De Bonis.

Quest'anno riprendiamo la versione tradizionale, quella con musiche di autori vari ma basata sempre sui testi di Pietro Metastasio.